In questo articolo:
WORLD HAPPINESS REPORT 

BENESSERE SOSTENIBILE 

 

In occasione della giornata internazionale della felicità, le Nazioni Unite hanno pubblicato il World Happiness Report, un punto di riferimento sullo stato della felicità globale che classifica 157 paesi in base alla felicità dei loro cittadini.
Il World Happiness Report 2020, arrivato quest’anno all’ottava edizione, 
classifica per la prima volta le città di tutto il mondo in base al loro benessere soggettivo e approfondisce il modo in cui gli ambienti sociali, urbani e naturali si combinano per influenzare la nostra felicità.

L’ambiente sociale

La parte alta della classifica vede Paesi che confermano valori alti nella maggior parte delle variabili che si sono rivelate essere determinanti a livello di benessere. Tra questi: il reddito, la salute e le aspettative di vita, il sostegno sociale, la libertà, la fiducia e la generosità.

I primi 20 paesi sono gli stessi dell’anno scorso, sebbene ci siano stati  cambiamenti di posizione all’interno del gruppo. Nelle otto edizioni del Rapporto, quattro diversi paesi hanno ricoperto la prima posizione:

  • Danimarca nel 2012, 2013 e 2016
  • Svizzera nel 2015
  • Norvegia nel 2017
  • Finlandia nel 2018, 2019 e 2020

Quello che è emerso a livello macro, è che gli ambienti sociali favorevoli non solo aumentano il livello di benessere, ma ne favoriscono anche la diffusione. Ecco perché gli ambienti sociali sono decisivi nella qualità della vita.

Città e felicità

Circa 4,2 miliardi di persone, oltre la metà della popolazione mondiale (55,3 %), vive nelle aree urbane oggi. Entro il 2045 si stima che questa cifra salirà a 6 miliardi.

Le città sono centrali economiche: più dell’80% del PIL mondiale viene generato entro i loro confini. Consentono un’efficiente divisione del lavoro, portando con sé vantaggi di produttività, nuove idee, innovazioni e quindi redditi più elevati e standard di vita migliori.

Gli abitanti sono generalmente più giovani, istruiti e liberali rispetto alla controparte rurale, ma la ricerca dell’affermazione individuale non si bilancia con l’ecosistema: le città contribuiscono alla perdita di biodiversità, rappresentano circa i due terzi del consumo energetico mondiale ed emettono più del 70% del gas serra mondiale.

Ricordiamo che tra i SDG c’è anche quello di avere città e comunità sostenibili (numero 11) ed ecco perché è importante innanzitutto capire cosa conta di più per i residenti in città in termini di qualità della vita e successivamente misurare il tutto per poter analizzare, capire e agire di conseguenza.

Tra città e natura

Gli standard di vita più elevati e le migliori prospettive economiche nelle città, fanno sì che in media le popolazioni urbane siano più felici rispetto a quelle rurali.

Nonostante questo esistono prove certe che documentano gli effetti positivi degli spazi verdi sulla salute degli abitanti.

In tutto il mondo le persone riconoscono l’importanza dell’ambiente naturale e la necessità di tutelarlo ed ecco perché la particolare minaccia rappresentata dal cambiamento climatico risulta un tema di interesse comune.

Il benessere sostenibile

Un capitolo del report approfondisce in particolare lo sviluppo sostenibile e il benessere umano. Il punto di partenza sono i SDG.

Da un’indagine è emerso che la maggior parte dei SDG erano positivamente correlati con il benessere, mentre  l’obiettivo 12 (consumo e produzione responsabile) e l’obiettivo 13 (azione per il clima) erano correlati negativamente. In particolare il risultato delle politiche ambientali è positivamente correlato con il benessere sostenibile, anche se il processo per raggiungere tali risultati potrebbero non esserlo.

Ecco perchè, in vista delle sfide climatiche attuali, c’è un urgente bisogno di combinare i SDG e con i programmi di benessere collettivo per generare soluzioni funzionali sia per le persone che per il pianeta, con l’obiettivo di supportare e accelerare lo sviluppo sostenibile.

 

Ma perchè i Paesi Nordici sono sempre in cima alla classifica dei più felici al mondo? 

Ci sono indicatori culturali e istituzionali alla base del circolo virtuoso che alimenta la felicità nordica.

La democrazia ben funzionante, generose ed efficaci prestazioni di assistenza sociale, bassi livelli di criminalità e corruzione, cittadini soddisfatti che si sentono liberi e si fidano non solo reciprocamente, ma anche delle istituzioni governative, sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono questi Paesi.

Non si tratta dunque di elementi esclusivi e non riproponibili. C’è piuttosto una “ricetta” generale per la creazione cittadini altamente soddisfatti: garantire che le istituzioni statali siano di alta qualità, non corrotte, in grado di mantenere ciò che promettono e generose nel prendersi cura dei cittadini nelle varie avversità. Le società a bassa fiducia rimangono facilmente intrappolate in un circolo vizioso in cui bassi livelli di fiducia verso le istituzioni corrotte portano a una scarsa disponibilità a pagare tasse e scarso sostegno alle riforme che consentirebbero allo stato di prendersi più cura dei propri cittadini.
Pertanto, non esiste un percorso facile dal circolo vizioso al ciclo virtuoso.

Ne deduciamo però che la qualità delle istituzioni svolge un ruolo chiave nel garantire la felicità dei cittadini e a livello culturale, probabilmente, i fattori più importanti sono rappresentati dal senso di comunità, fiducia e coesione sociale.

 

Puoi scaricare il report completo a questo link


RECAP:

Il World Happiness Report classifica 157 paesi in base alla felicità dei loro cittadini.
Arrivato quest’anno all’ottava edizione, classifica per la prima volta le città di tutto il mondo in base al loro benessere soggettivo e approfondisce il modo in cui gli ambienti sociali, urbani e naturali si combinano per influenzare la nostra felicità.

 In media le popolazioni urbane sono più felici rispetto a quelle rurali.Nonostante questo esistono prove certe che documentano gli effetti positivi degli spazi verdi sulla salute, quindi sul benessere, degli abitanti.

il risultato delle politiche ambientali è positivamente correlato con il benessere sostenibile, anche se il processo per raggiungere tali risultati potrebbero non esserlo.

La qualità delle istituzioni svolge un ruolo chiave nel garantire la felicità dei cittadini e a livello culturale, probabilmente, i fattori più importanti sono rappresentati dal senso di comunità, fiducia e coesione sociale.

Categorie: INSIGHTS

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