L’UE PUNTA SULLA FINANZA SOSTENIBILE

 IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA LA TASSONOMIA: UNICA AL MONDO NEL SUO GENERE

PERCHÈ LA TASSONOMIA È IMPORTANTE: FOCUS SU IMPRESE E INVESTITORI

 

A causa delle misure prese per contenere la pandemia da covid-19, la crisi che il mondo si prepara ad affrontare è ora economica oltre che sanitaria. Secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi), che ha denominato questa crisi come The Great lockdown, il grande blocco, il Pil mondiale scenderà di circa il 3%.

Se a queste due crisi aggiungiamo la terza, quella ambientale, capiamo come la necessità di intervenire sia oggi più forte che mai.

Gli sforzi di investimento necessari in tutti i settori sono dunque significativi e l’Unione Europea lo sa bene: bisogna agire contemporaneamente su tre fronti per una soluzione univoca a questa triplice crisi. 

Per questo motivo il Green Deal europeo ha annunciato una rinnovata strategia di finanza sostenibile, che mira a fornire gli strumenti politici per garantire che i sistemi finanziari sostengano realmente la transizione delle imprese verso la sostenibilità in un contesto di ripresa. Lo scopo è quello di creare un quadro abilitante per gli investitori privati ​​e il settore pubblico, per facilitare gli investimenti sostenibili.

Ma andiamo per ordine.

Innanzitutto cos’è la finanza sostenibile?

Nel contesto politico dell’UE, la finanza sostenibile è intesa come finanziamento a sostegno della crescita economica, che riduce al contempo le pressioni sull’ambiente e tiene conto degli aspetti sociali e di governance.

In sintesi è l’applicazione del concetto di sviluppo sostenibile nelle attività finanziarie, ha l’obiettivo di portare a maggiori investimenti in attività a lungo termine e sostenibili e nello specifico ad investimenti in attività che tengono conto di aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG).

Tutto questo acquista rilevanza in vista del New Green Deal, la strategia di crescita che mira a rendere l’Europa il primo continente neutro dal punto di vista climatico entro il 2050. Infatti, il settore finanziario ha un ruolo chiave poiché può: 

– riorientare gli investimenti verso tecnologie e imprese più sostenibili

– finanziare la crescita in modo sostenibile a lungo termine

– contribuire alla creazione di un’economia a basse emissioni di carbonio, resiliente al clima e circolare

In linea teorica quindi ci siamo: per un futuro migliore bisogna riorientare gli investimenti pubblici e privati in modo che si focalizzino sulle attività sostenibili.

Ma quando possiamo considerare un’attività sostenibile?

Per rispondere a questa domanda la Commissione Europea ha istituito un gruppo di tecnici esperti di finanza sostenibile (TEG) affinché sviluppasse una tassonomia green.

La tassonomia in questione, approvata dal Parlamento Europeo il 18 giugno 2020, è una classificazione delle attività economiche che possono essere considerate sostenibili. È uno strumento promosso dalla Commissione Europea e si inserisce nel New Green Deal.

Da questo strumento emerge che per essere considerata ecosostenibile un’attività deve:

  1. Contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più obiettivi ambientali
  2. Non arrecare un danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali
  3. Rispettare le garanzie minime di salvaguardia sociale (introdotti dall’ONU, dall’OCSE o dell’ILO)

Vladis Dombrovskis, Vicepresidente della Commissione Europea, ha condiviso con molto orgoglio la notizia, spiegando che siamo di fronte al primo sistema di classificazione al mondo di attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale e questo strumento darà una spinta reale agli investimenti sostenibili.

In concreto?

Partiamo dal punto 1 (Contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più obiettivi ambientali).

L’Europa ha 6 obiettivi ambientali: 

  1. La mitigazione dei cambiamenti climatici
  2. L’adattamento ai cambiamenti climatici
  3. L’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle riserve marine
  4. La transizione verso un’economia circolare
  5. La prevenzione e la riduzione dell’inquinamento
  6. La protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi

I primi due punti sono affrontati dal TEG (Tecnical Expert Group) mentre gli altri 4 sono trattati dalla Sustainable Finance Platform, che verrà costituita a settembre sulla base della tassonomia. 

Il TEG ha dunque fornito agli operatori finanziari (governi, imprese, privati) uno strumento per capire quando un’attività contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici o quando riduce l’impatto ambientale.

Questo strumento prevede in concreto:

  1. Technical Report, dove sono racchiusi i concetti chiave e le modalità di applicazione della tassonomia nell’ambito privato e aziendale
  2. Techincal Annex, dove vengono descritti i criteri adottati per ciascuna attività industriale e i criteri tecnici che devono essere verificati al fine di poter essere considerata un’attività economica sostenibile
  3. Taxonomy spreadsheet, un excel in cui vengono riassunti i criteri e le classificazioni 
Quali tipi di settori e attività sono stati individuati all’interno di questi obiettivi?

I settori inclusi nella tassonomia sono 7, nel dettaglio:

  • Energetico
  • Trasporti 
  • Acqua e rifiuti
  • Edifici
  • Agricoltura e foreste
  • Industria Manifatturiera

Per ciascuno di questi settori, le attività sono classificate sulla base dell’impatto ambientale. In particolare sono state definite:

  • attività low carbon: emissioni di carbonio basse, zero o negative, compatibili con un’economia neutra in emissioni (ad esempio le energie rinnovabili o le attività di riforestazione)
  • Attività in transizione: verso un’economia neutra in emissioni entro il 2050 (ad esempio la ristrutturazione degli edifici o i veicoli ibridi)
  • Attività abilitanti: che permettono riduzioni di emissioni in altre attività (ad esempio la produzione di turbine eoliche o l’installazione di caldaie efficienti)

Grazie a questa classificazione si va a fornire a imprese ed investitori un linguaggio comune e soprattutto si va ad eliminare ogni pratica di greenwashing, tutelando gli investitori che ricercano operazioni finanziarie sostenibili e aiutando imprenditori e Stato a capire come muoversi verso la transizione green.

Paolo Massoni, membro del TEG, spiega infatti che la tassonomia è uno strumento di pianificazione importante che aiuta le imprese ad individuare le attività sostenibili, modificabili o efficientabili.

Infatti, grazie alla tassonomia è possibile ad esempio “spacchettare” le attività di un’impresa, andando a valutare quelle sostenibili e quelle non sostenibili. Le prime potrebbero essere potenziate, andando a contribuire maggiormente sul risultato complessivo dell’azienda, mentre le seconde si andrebbero a dividere tra quelle modificabili o efficientabili e quelle che invece converrebbe eliminare. Si potrebbe così pianificare la transizione aziendale di anno in anno, in modo da rendere l’azienda sempre più sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea e le nuove priorità degli investitori.

 


 

RECAP

 La finanza sostenibile è l’applicazione del concetto di sviluppo sostenibile nelle attività finanziarie: ha l’obiettivo di portare a maggiori investimenti in attività a lungo termine e sostenibili e nello specifico ad investimenti in attività che tengono conto di aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG). Per l’UE ha una rilevanza strategica in funzione del Green Deal.

 La tassonomia è il primo sistema di classificazione al mondo delle attività economiche considerabili sostenibili dal punto di vista ambientale. Grazie a questa classificazione si va a fornire a imprese ed investitori un linguaggio comune e soprattutto si va ad eliminare ogni pratica di greenwashing.

 La tassonomia è uno strumento concreto di valutazione e pianificazione grazie a cui le aziende possono effettuare una transizione green.


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