In questo articolo:
La Strategia sulla Biodiversità 
La Strategia “dal produttore al consumatore” 
L’impatto sull’economia 

 

In occasione della giornata mondiale della biodiversità l’Europa torna a gran voce.

Era un passo già preannunciato, uno step che porta a concretizzare sempre di più il Green Deal e la visione di sostenibilità degli Stati membri. 

La Commissione Europea ha dunque annunciato il lancio di ben due piani: la Strategia per la Biodiversità e la strategia “Dal produttore al consumatore”. 

Come ben spiegato dal comunicato stampa “Le due strategie si rafforzano a vicenda e favoriscono i rapporti tra natura, agricoltori, industria e consumatori affinché lavorino insieme per un futuro competitivamente sostenibile.”


Ma in cosa consistono queste strategie?

Chi sono gli attori coinvolti?

Che impatto avrà tutto questo sul sistema economico?

Andiamo per ordine.

 

La Strategia sulla Biodiversità

La nuova Strategia sulla Biodiversità per il 2030 è un piano che si propone di riportare la biodiversità europea sulla via della ripresa entro il 2030, invertendo l’attuale tendenza al degrado degli ecosistemi.

Perchè è importante?

Perchè noi dipendiamo dalla biodiversità. Ciò che mangiamo, ciò che beviamo, ciò che respiriamo: tutto è parte di un ecosistema. Forse è superfluo, ma è bene ribadirlo: un ecosistema danneggiato è un ecosistema fragile. La perdita di biodiversità è un problema dal punto di vista climatico se pensiamo al riscaldamento globale; è un problema dal punto di vista della salute poiché comporta l’aumento di malattie e la riduzione di resilienza; è un problema dal punto di vista della sicurezza e della protezione poiché ad esempio aumenta il rischio di catastrofi naturali, ma è un problema anche dal punto di vista economico se consideriamo l’agricoltura o le materie prime e le risorse energetiche dell’industria.

 

La strategia “dal produttore al consumatore”

Siamo diventati più consapevoli della stretta relazione esistente tra il nostro benessere e quello del pianeta. La limitata mobilità a cui ci ha costretto la pandemia, l’aumento della siccità, le inondazioni e gli incendi… Banalmente il nostro stesso sistema alimentare è continuamente minacciato ed è dunque arrivato il momento di invertire la rotta per creare un modello più sostenibile e resiliente. 

Proprio per tutta questa serie di motivi nasce la Strategia “dal produttore al consumatore” che si pone obiettivi ambiziosi ma necessari:

  • Ridurre del 50% l’uso e il rischio dei pesticidi chimici
  • Ridurre del 20% l’uso dei fertilizzanti in modo da ridurre la perdita di nutrienti
  • Ridurre del 50% le vendite di antimicrobici per gli animali da allevamento e per l’acquacoltura
  • Destinare almeno il 25% della superficie agricola all’agricoltura biologica

Tutto entro il 2030.

 

L’impatto sull’economia

Un piano ambizioso che parte oggi, in un momento di crisi economia dalla quale è fondamentale riprendersi. E l’Europa lo sa bene. 

Ecco perché è importante sottolineare che il Green Deal Europeo, di cui fanno parte la Strategia sulla Biodiversità e la Strategia “dal produttore al consumatore”, è pensato in un’ottica di rilancio.

Dall’agricoltura all’edilizia, passando per l’industria: investire in sostenibilità significa investire in posti di lavoro e opportunità imprenditoriali a livello locale.

I numeri lo confermano: si prevedono infatti fino a 500 000 nuovi posti di lavoro.
La Commissione Europea lo sottolinea:
“L’agricoltura biologica offre il 10-20 % di posti di lavoro in più per ettaro rispetto alle aziende agricole tradizionali e le città verdi forniscono numerose opportunità di lavoro innovative, dal design alla pianificazione urbana fino all’agricoltura e alla botanica urbane. 
Se invece proseguiamo sulla strada della distruzione degli ecosistemi, il costante degrado del nostro capitale naturale limiterà notevolmente le opportunità commerciali e il potenziale di sviluppo socioeconomico.”
Si stima che dal 1997 al 2011 a livello mondiale il degrado del suolo sia costato 5 500-10 500 miliardi di € l’anno e guardando al futuro, se le cose non cambiano, si prevedono perdite di PIL sempre più consistenti.

Qualora queste motivazioni non dovessero bastare arrivano gli incentivi economici.

La Strategia della Biodiversità prevede lo sblocco di almeno 20 miliardi di euro l’anno, affinché si proceda in investimenti che abbiano un impatto positivo sulla natura.

La Strategia “dal produttore al consumatore” mette al centro tutti gli operatori della filiera alimentare e riparte dalla Politica Agricola Comune (PAC) e dalla Politica Comune della Pesca (PCP), che continueranno ad essere fondamentali. A queste politiche, confermate e rafforzate, si aggiunge Orizzonte Europa, che prevede l’investimento di 10 miliardi di € nella Ricerca e Innovazione su alimenti, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, pesca, acquacoltura e ambiente. Non solo: entro il 2025 si prevede di consentire l’accesso a Internet veloce a banda larga in tutte le zone rurali. Una svolta green che procede affiancata dall’innovazione digitale.

La svolta non avverrà solo dal punto di visto produttivo. Il piano si chiama “dal produttore al consumatore” non a caso. Tutti quindi sono direttamente coinvolti.
I consumatori vogliono alimenti sani e meritano di essere informati per poter scegliere in modo consapevole.
Per incentivare l’industria la Commissione interverrà anche sul packaging dei prodotti, proponendo un’etichettatura nutrizionale obbligatoria sulla parte anteriore dell’imballaggio e avvierà iniziative per stimolare la riformulazione dei prodotti, anche definendo dei profili nutrizionali per limitare la promozione (attraverso indicazioni nutrizionali o sulla salute) di alimenti ricchi di grassi, zuccheri e sale. In più la Commissione valuterà la possibilità di proporre l’estensione a determinati prodotti dell’obbligo delle indicazioni di origine o di provenienza, tenendo pienamente conto degli impatti sul mercato unico.

I prodotti alimentari europei sono già riconosciuti a livello globale come sinonimo di sicurezza nutrimento e qualità. Con queste strategie si andranno a rafforzare questi concetti, permettendo agli operatori della filiera alimentare di acquisire un vantaggio da first mover, garantendo il futuro della filiera alimentare dell’UE facendo della sostenibilità il proprio marchio.

Un nuovo modello di business verde dunque, dove l’azione a tutela della biodiversità si ripercuoterà in modo diretto su ogni aspetto della nostra vita. Partendo da ciò che mangiamo.

 


RECAP:

 Per conrectizzare sempre più il Green Deal l’Europa ha lanciato due piani: la Strategia per la Biodiversità e la strategia “Dal produttore al consumatore”.

 Gli impatti sul mondo del lavoro: si prevedono fino a 500 000 nuovi posti di lavoro. 

 Incentivi pensati per tutti gli attori della filiera alimentare: PAC, PCP e Orizzonte Europa. Previsto inoltre lo sblocco di almeno 20 miliardi di € l’anno, affinché si proceda in investimenti che abbiano un impatto positivo sulla natura.

 Risposte ai bisogni dei consumatori: etichettature obbligatorie e nuovi profili nutrizionali. Partendo dalla filiera alimentare L’Europa vuole fare della sostenibilità il proprio marchio.

Categorie: INSIGHTS

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