Sostenibilità, tradizione e innovazione:
queste le parole chiave alla base di Opera Campi,
l’azienda di Parma guidata da Alberto Ziveri,
che ha introdotto il primo brevetto di canapa elastica al mondo.

 

Alberto Ziveri, Founder di Opera Campi

Come nasce Opera Campi?

Opera Campi nasce nel 2017 da un gruppo di ragazzi dopo 5 anni di esperienza nel mondo dell’abbigliamento con il marchio “From Owl”. Da un marchio a forte stampo “british” e piuttosto modaiolo siamo passati alla necessità di comunicare qualcosa di più unico, in grado di rappresentare al tempo stesso la tradizione italiana in maniera più “tecnologica”. Così è nato OPERA CAMPI: un marchio capace di creare delle “opere” (non dei semplici prodotti) di derivazione naturale, quindi dalla terra, dai “campi”. Il termine Opera ci sembrava il più adatto: la nostra grande attenzione al prodotto, il grande lavoro di ricerca, e anche il fatto che Parma, la nostra città, si rispecchi nel termine di Opera per quanto riguarda la lirica rendeva il termine abbastanza “geniale”.

Opera Campi è nato quindi con due progetti: prima una lana di Pecora Cornigliese, da noi tosata e filata, una razza “autoctona” di Parma e davvero speciale curata in collaborazione con RURAL e Rosa dell’Angelo: due eccellenze parmigiane. Oltre a questo abbiamo sviluppato la “Canapa migliore al mondo”: un’intensa ricerca che, partendo dagli antichi teli morbidi di canapa recuperati dalle nostre nonne, ci ha portati ad una canapa estremamente morbida e dalle qualità incredibili.

È risaputo che la Canapa è la fibra naturale più resistente, più traspirante e anti-batterica. Inoltre ha un effetto fortemente pro-attivo contro il riscaldamento globale (non solo consuma meno risorse e non richiede pesticidi, ma assorbe una quantità importante di CO2).


Quali sono i valori che guidano l’azienda?

Il marchio ha subito un’evoluzione che lo sta portando ad assumere un’identità sempre più precisa. Una crescita che penso sia naturale così come naturali sono i prodotti che vogliamo produrre. Il gruppo fondatore si è diviso per necessità, e questo ha ulteriormente circoscritto le idee che Opera Campi porta avanti. Nel 2017 e 2018 lo stampo era più “tradizionale”, ovvero realizzare il massimo da tessuti naturali usando le tecnologie moderne ma mantenendo una manifattura artigianale.

Nel 2019 c’è stato uno step evolutivo ulteriore: l’introduzione di HEROTEX ha reso Opera Campi un marchio più tecnologico, la tradizione è stata l’ispirazione, che però ha portato inevitabilmente al proporre qualcosa di fortemente innovativo…

Questo step ha reso OPERA CAMPI un marchio che plasma la tradizione italiana trasformandola in un prodotto nuovamente competitivo.

Inoltre vogliamo esprimere un valore abbastanza atipico: una sostenibilità “compromessa”: abbiamo capito che le soluzioni 100% naturali non sono mai per forza la soluzione migliore. Se avessimo voluto fare tutto naturale, teoricamente avremmo dovuto produrre capi non tinti, o tinti per poi sbiadire dopo pochi lavaggi. Questo è solo un esempio per dire che la soluzione naturale spesso può consumare meno in termini di energia e sostanze chimiche e quindi “inquinanti”, ma spesso può provocare altri problemi, come il consumismo  (un capo mal tinto è più probabile che venga buttato via dopo pochi lavaggi).

Proviamo ad estremizzare: se da domani tutti facessero capi in maniera naturale, metteremmo in crisi decine di milioni di posti di lavoro nel campo dei materiali plastici, mettendo in crisi interi settori. Non è questo quello che vogliamo. Crediamo in un futuro sostenibile rappresentato da un compromesso dove in gran parte i processi sono sostenibili, in minima parte richiedono ancora un minimo di sacrificio ambientale… Ed è da questo compromesso che è nato HEROTEX.


Avete brevettato Herotex: di cosa si tratta? 

Partiamo da un presupposto, ci sono due motivi per cui la Canapa non viene acquistata o viene buttata via prima del previsto:

– Il fatto che crea delle pieghe (meno che il lino) spesso inaccettabili da gran parte della massa, che oggi vuole tutto “anti-stiro”.

– È molto rigida, non è comoda come il cotone o la lana.

Herotex è una canapa migliorata. Un piccolo “sacrificio”: aggiungendo un 8% di mix di componenti plastici ed elastici è stato possibile risolvere quasi totalmente i difetti della Canapa. Herotex è un tessuto praticamente naturale: al 92% è pura Canapa della miglior qualità, all’8% invece è un mix speciale di poliestere e Lycra. Un brevetto tutto italiano nato dalla nostra collaborazione con alcuni tecnici italiani davvero in gamba.

La nostra scommessa dunque è la seguente, se vogliamo semplificare uno scenario “ideale”: se tutti indossassimo capi di canapa, sicuramente questo avrebbe un impatto enorme in termini ambientali, come ho detto prima la Canapa ha statistiche che dimostrano il suo enorme grado di assorbimento di CO2, non richiede molta acqua, pesticidi, bonifica i terreni ecc. Peccato che però la Canapa non è, e secondo me mai sarà, un tessuto di massa. Di fatto io stesso preferisco il cotone o una lana merino: sono più morbidi e più comodi. Se però la Canapa riuscisse ad avvicinarsi alle caratteristiche confortevoli degli altri tessuti naturali, forse c’è qualche possibilità che la Canapa venga indossata maggiormente. Oltretutto ha delle qualità ben migliori del poliestere e  dei tessuti 100% sintetici. Dunque quell’8% di plastica di Herotex è uno strumento per convincere molte più persone ad indossare di fatto un capo di Canapa, o meglio, al 92% di Canapa.

E l’esperimento migliorerà sempre di più, già abbiamo raggiunto risultati strabilianti ma abbiamo già notato enormi miglioramenti dopo sole due produzioni.

Herotex è un tessuto con un record di traspirabilità dimostrato in laboratorio: non fa praticamente mai sudare. È comunque isolante quindi ha delle capacità inaspettate di trattenere il calore. È resistente quanto la canapa, ma è più morbido e più elastico, dunque più confortevole. Inoltre crea molte meno pieghe, da alcuni potrebbe essere definito “anti-stiro”.


Cosa significa per voi “sostenibilità”?

Sostenibilità significa equilibrio tra:

– Consumo di energia;

– Utilizzo di sostanze inquinanti ed emissioni inquinanti;

– Potenzialità economiche (sostenibilità economica della produzione);

– Salvaguardia dei posti di lavoro (non vogliamo creare dei prodotti “killer” dei mercati di plastica);

– Durabilità: il giusto compromesso per raggiungere il prodotto più duraturo possibile, in modo che non venga sostituito da altri prodotti e non dia adito al consumismo.


Un consiglio agli imprenditori che devono ancora iniziare a muovere i primi passi verso la sostenibilità…

Non mi nascondo nel dire che Opera Campi è un progetto ad altissimo rischio. Stiamo navigando a vista in un mercato che non esiste, i ricavi sono ancora pochi ed estremamente volatili. I costi altissimi in quanto l’innovazione e la sperimentazione hanno un’incidenza del 60% sui costi unitari. L’unico modo per sopravvivere, per quanto riguarda Opera Campi, è insistere a identificarsi come marchio naturale e all’avanguardia nel mercato del lusso con nuove innovazioni e un miglioramento nella pubblicità e nella capacità di farsi conoscere.

Non ho ancora dei risultati economici e di mission che possano giustificare l’imprenditorialità del progetto. Quello che credo dal profondo e che le storie di imprenditoria della mia famiglia mi hanno insegnato è che esistono due tipi di imprenditori:

L’imprenditore meteora: capace di lanciare un’idea, di guadagnare tanto e in breve tempo, con il grande rischio di creare “realtà” instabili nel lungo periodo, incerte e difficilissime da portare su una strada stabile con un business duraturo;

L’imprenditore perseverante: capace di vedere i risultati nel lungo periodo, di fallire e di ricostruire, per arrivare ad un risultato estremamente stabile e capace di dar vita a grandi storie imprenditoriali. Una maniera quasi empirica di business, che però, prima o poi, dovrebbe premiare. Il film “The Founder” può spiegare meglio il concetto.

E nella sostenibilità ci vuole enorme perseveranza. La sostenibilità è un costo che spesso non viene ripagato dal valore che le persone vedono in un prodotto sostenibile: oggi nel 2020 è ancora così. E difficilmente cambierà. Dev’essere l’imprenditore a trovare nuovi processi, nuove idee, per rendere il valore della sostenibilità inestimabile.

 


 

Vuoi saperne di più? Visita operacampi.com

 

 

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