Ad oggi credo che nelle aziende che operano in maniera sostenibile ci siano per lo più due tipi di manager.
Da un lato abbiamo quelli che si ritrovano in questo cambiamento e cercano di adattarsi “perché dobbiamo fare CSR”.
Dall’altro, ci sono invece quelli che abbracciano la sostenibilità con orgoglio, quelli che diventano promotori di un nuovo modo di fare impresa, quelli che trasmettono il loro entusiasmo per questo nuovo modo di agire a tutti coloro con cui si interfacciano.
Marco Pesaresi, General Manager di Ferrarelle, fa parte di questo secondo e incredibile gruppo.

MARCO PESARESI Ferrarelle x EcoClick

QUANDO LA SOSTENIBILITÀ È UN IMPEGNO NATURALE: INTERVISTA A MARCO PESARESI, GENERAL MANAGER DI FERRARELLE

Ferrarelle da quest’anno è una società Benefit. Come impatta questo nel vostro modo di fare business?

Con l’obiettivo di guardare al futuro e rendere sempre più sostenibile l’impatto aziendale, dal 2021 abbiamo modificato il nostro statuto diventando società Benefit, ovvero l’evoluzione stessa del modo di concepire l’impresa. Una Società Benefit, infatti, nel proprio oggetto sociale include oltre agli obiettivi di profitto anche l’obiettivo di avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.
E’ il nostro modo per formalizzare un impegno verso la sostenibilità fatto di trasparenza verso tutti gli stakeholder e di iniziative concrete e misurabili. In questo modo cerchiamo di rendere reali quei comportamenti attesi e desiderati dalla società (etici e filantropici) che costituiscono il vertice della famosa piramide di Carrol.

Ferrarelle ecoclick

Mentre gli altri parlano di impatto 0 voi parlate di impatto -1. Cosa significa?

La sostenibilità ambientale e la costruzione di un mondo migliore per le generazioni future rappresentano una priorità per Ferrarelle che lavora, giorno dopo giorno, per un mondo a impatto -1, ossia un mondo dove tutti ci impegniamo a rimuovere più plastica di quella che usiamo, grazie al corretto riciclo, e invitiamo gli altri a fare lo stesso. Per Ferrarelle, infatti, il riciclo è il tema che ricopre in maniera traversale le tre grandi direttrici – sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica – sulle quali l’azienda sviluppa e delinea il suo futuro. Lo stabilimento di Presenzano, destinato all’attività di riciclo del Pet per la produzione di R-Pet, ne è l’esempio tangibile. Basti ricordare che Ferrarelle è l’unica azienda di acque minerali ad avere un proprio stabilimento per il riciclo della plastica.

Ferrarelle svolge numerosi progetti in ottica di sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Qual è il tuo preferito e perché?

Sicuramente tra le numerose iniziative in ottica di sostenibilità, lo stabilimento di Presenzano è l’iniziativa più rilevante e impattante. Come anticipavo, grazie a questo impianto – inaugurato nel 2019 e frutto di un investimento di 27 milioni di euro – Ferrarelle ha già tolto all’ambiente 20 mila tonnellate di plastica e sta già producendo tutte le sue bottiglie del brand Ferrarelle al 50% in R-PET (riciclato direttamente dall’azienda) nei formati da 1,5L e 0,5L, il massimo consentito per legge fino a poche settimane fa. Stiamo ora lavorando per incrementare progressivamente questa % su tutte le nostre bottiglie. Il PET è, infatti, un materiale nobile perchè riciclabile al 100%.
Ma Presenzano è, appunto, solo una delle tante azioni. Pensiamo ad esempio, al recente progetto di sensibilizzazione “A Scuola di Riciclo: Impatto -1”, che vede coinvolti alunni e insegnanti delle scuole primarie; oppure, alla Masseria delle Sorgenti, azienda agricola a vocazione biologica e bene FAI Campania con sede nel Parco Sorgenti a Riardo, in provincia di Caserta, dove si trova anche uno dei nostri impianti di imbottigliamento.

Un consiglio in ambito di sostenibilità aziendale che ti senti di dare a imprenditori e manager.

In Ferrarelle amiamo spesso definirci come “contadini dell’acqua minerale”: come un campo che il contadino cura in modo intelligente senza depauperare le risorse e guardando al futuro, così noi curiamo l’ecosistema delle nostre acque, affinché rimanga disponibile nel tempo.
Crediamo, infatti, che produrre voglia dire prima di tutto rispettare il territorio e le persone, perché fare veramente impresa vuol dire anche “restituire” qualcosa agli altri ed essere responsabili in maniera profonda e consapevole.

 


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