Sono a casa. Bevo l’acqua. Continuo la mia vita di tutti i giorni.
Dopo pochi istanti mi arriva una mail:
grazie al mezzo litro d’acqua bevuto, ho donato 100 litri d’acqua alla famiglia Chengula, in Tanzania.
 Sembra utopia,
ma l’intuizione di Giacomo Stefanini, founder di WAMI,
rende tutto questo realtà.

Giacomo Stefanini, Founder di WAMI

 

Come nasce WAMI?

Nel 2016 stavo assistendo ad una lecture sulla Corporate Social Responsibility, in cui si discuteva di un nuovo modello di business, noto come “Buy One, Give One”. Il modello si basa su un semplice principio: donare a chi non ne ha accesso lo stesso prodotto che acquistiamo per noi, rendendo di fatto l’acquisto responsabile e consapevole.

Volevo trovare una strada alternativa al modo di lasciare un impatto positivo nel mondo. Così ho pensato di adottare quel modello e applicarlo al mercato dell’acqua. Io compro acqua e nel medesimo istante permetto ad altre persone di averne accesso diretto.

Nasce così WAMI – Water With a Mission. la cui missione è trasformare i gesti quotidiani, come quello di bere, in qualcosa di straordinario. Questo straordinario si concretizza in progetti idrici, per dare accesso diretto all’acqua potabile. Prima finanziamo i progetti, e poi recuperiamo l’investimento attraverso la vendita dei prodotti WAMI.

La formula è semplice 1 prodotto WAMI corrisponde a 100 litri donati.

Ad oggi i progetti completati sono 44 e grazie a questi più di 11.000 persone hanno ricevuto accesso diretto all’acqua potabile, per sempre.

 


 

Cosa significa per voi essere una B Corp e come impatta questo nel vostro modo di fare business?

Una B-Corp è un’azienda che decide di usare il proprio business model per avere un impatto positivo nel mondo.

WAMI è nata con questo paradigma nel proprio DNA: eravamo una B-Corp prima ancora di essere una B-Corp certificata. Essere una società benefit ci permette di trovare il giusto equilibrio tra la nostra mission e l’impatto che ne deriva su collaboratori, consumatori, fornitori, partner e la community in generale.

Non siamo dipendenti da donazioni, possiamo essere più trasparenti, più efficienti ed efficaci nel rendere la nostra missione sostenibile e scalabile.

Poter vedere con i propri occhi l’impatto generato è la nostra “reason to believe”. Per questo, su ogni prodotto WAMI è presente un codice univoco che permette di tracciare il progetto a cui si sta prendendo parte. Inserendo quel codice sul nostro sito, wa-mi.org, si avrà la possibilità di conoscere la famiglia a cui si è dato accesso diretto all’acqua potabile.

 


 

Un progetto che avete realizzato che ti ha particolarmente segnato…

Vorrei parlare dell’ultimo progetto che abbiamo creato per la Giornata Mondiale dell’Acqua, tenutasi il 22 Marzo.

Il concept del progetto era realizzare un video in cui fosse centrale l’importanza di un bene elementare agli occhi di molti, come l’acqua. Ogni visualizzazione si sarebbe tradotta in un litro donato al villaggio di Itamba, nel distretto di Iringa in Tanzania, portando così acqua potabile anche alle famiglie di quel villaggio. L’intento era far capire che ogni azione può avere un impatto straordinario.
Per l’occasione abbiamo intervistato Atu, una delle beneficiarie dei nostri progetti. Atu è una agricoltrice, che ci ha raccontato il suo rapporto con la terra e l’importanza di una risorsa come l’acqua per il suo lavoro.

Abbiamo postato il video sui social e grazie all’aiuto dei nostri WAMIERS, la missione è andata a buon fine raccogliendo oltre 35 mila visualizzazioni che hanno contributo ad allacciare il villaggio di Itamba.

E’ questo il progetto che mi ha segnato di più, perchè mi ha dimostrato quello che già sapevo, che ognuno di noi, facendo un piccolo gesto, per quanto banale sia, può portare alla realizzazione di cose straordinarie. Sono molto felice della risposta positiva da parte della community alla nostra call to action e della voglia di fare la propria parte, coinvolgendo altre persone per raggiungere l’obiettivo.

 


 

Che cosa significa per voi “sostenibilità”?

Sostenibilità per noi significa portare avanti la nostra missione, lasciando un’impronta positiva sul mondo. Lo facciamo offrendo la nostra idea di packaging sostenibile per ogni occasione di consumo, e portando avanti il progetto WAMIZZONIA, la nostra foresta condivisa. Ogni anno piantiamo alberi insieme alla nostra community di WAMIERS, formata dai nostri utenti, clienti, partner e fornitori che come noi condividono la missione del trasformare ogni azione quotidiana in qualcosa di straordinario.

 


 

Un consiglio agli imprenditori che devono ancora iniziare a muovere i primi passi verso la sostenibilità…

Il mio consiglio è quello di considerare la sostenibilità come un vantaggio competitivo e non come un costo. Oggi essere autentici nel portare avanti i propri valori di sostenibilità è fondamentale, soprattutto se ci si rivolge ad un target di giovani. Siamo sempre più consapevoli dei problemi del mondo in cui viviamo e siamo sempre più attenti a “votare con i nostri acquisti”.

 


 

Vuoi saperne di più? Visita wa-mi.org

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