Sostenibilità applicata all’economia politica: verso un nuovo approccio econometrico 

 

 STANFORD E ACCADEMIA DELLE SCIENZE CINESE METTONO IN DISCUSSIONE IL PIL 

 COS’È IL GEP E COME SI MISURA

 DALLA TEORIA ALLA PRATICA: QUALCUNO STA GIÀ APPLICANDO LA NUOVA METRICA?

 

Il periodo storico che stiamo vivendo, caratterizzato da incertezze e instabilità su più fronti, ci ha dimostrato che il modello economico attuale non funziona. Abbiamo raggiunto limiti insostenibili di distruzione del pianeta, causando danni all’ambiente e a noi stessi. È chiaro dunque che bisogna cambiare rotta.

L’economia però, si sà, si basa sui numeri: servono metriche e processi.

Cambiare modello economico significa quindi cambiare queste metriche e questi processi.

In concreto? Prendiamo ad esempio il PIL, Prodotto Interno Lordo. Siamo sicuri che sia una metrica esaustiva?

Il PIL riassume in un’unica cifra il valore di tutti i beni e servizi acquistati e venduti in un Paese durante un periodo specifico, ma non tiene conto di come la natura contribuisca all’attività economica e al benessere umano.

L’economia globale secondo il PIL, o Gross Domestic Product (GDP), è più che raddoppiata tra il 1990 e il 2015. Nello stesso periodo però abbiamo assistito alla perdita e al degrado di risorse ambientali indispensabili. Quello che rincorrevamo dunque non era benessere, ma la minaccia che stiamo vivendo ora.

Parte da questa riflessione lo studio di un gruppo di scienziati ed economisti di Stanford e dell’Accademia delle Scienze cinese che ha portato alla definizione del GEP, Gross Ecosystem Product, la nuova metrica in grado di valorizzare la ricchezza ecologica.

Che cos’è di preciso il GEP e perchè è importante?

Come si misura?

Andrà a sostituire il PIL?

E soprattutto, c’è già qualcuno che lo sta applicando?

 

Andiamo per ordine.

Cos’è il GEP e come si misura

Il GEP è una nuova misura aggregata del valore dei servizi ecosistemici che sintetizza i contributi che la natura fornisce all’economia. Detto in altri termini con il GEP si cerca di tradurre in un valore economico il contributo offerto dalla natura al benessere dell’uomo. L’obiettivo è quello di integrare ecosistema ambientale ed economia, affinché ci sia una metrica in grado di esprimere realmente il livello di benessere e adatta al modello di sviluppo sostenibile a cui ambiamo.

È importante non solo in ottica economica, ma anche socio-politica.

Infatti, lo studio del GEP, condotto nella provincia cinese del Qinghai, ha dimostrato che dedicare risorse alla protezione dell’ecosistema può servire ai doppi obiettivi di sostenibilità ambientale e riduzione della povertà.

Ma come possiamo confrontare i cambiamenti nella qualità dell’acqua misurati in milligrammi per litro di azoto con i cambiamenti nelle emissioni di gas serra valutati in tonnellate di carbonio equivalente? Inoltre, come possiamo confrontare queste metriche con i costi degli investimenti in restauro o il valore degli investimenti alternativi?

Qui risiede la difficoltà.

Gli ecosistemi infatti sono incredibilmente complessi e contribuiscono al benessere umano in una miriade di modi.

La forza del PIL sta nella facilità di calcolo. Affinchè il GEP diventi influente quanto il PIL nel processo decisionale, è necessario dunque che sia altrettanto facile nel calcolo e nell’elaborazione dei dati disponibili.

Ecco perchè, analogamente al PIL, il GEP utilizza i prezzi di mercato e, dove non disponibili, una stima dei prezzi surrogati, per calcolare il valore dei servizi ecosistemici e aggregarli in una misura che rappresenti dunque il contributo degli ecosistemi all’economia.

 

La sostenibilità viene applicata all’economia politica: il GEP andrà a sostituirsi al PIL?

Attenzione però: il GEP non nasce come misura sostitutiva del PIL. Infatti, il GEP fornisce un complemento fondamentale al PIL per la valutazione congiunta delle prestazioni economiche ed ecologiche del governo locale. Questo significa che le due misure sono complementari, in quanto il GEP misura il valore dei servizi ecosistemici non commercializzati esclusi dal calcolo del PIL.

La rilevanza di tale misura si manifesta soprattutto in ambito pubblico.

Molte regioni, come la provincia del Qinghai analizzata per lo studio, sono ricche di risorse ecosistemiche ma relativamente scarse nelle misure economiche convenzionali (PIL pro capite). Le province che beneficiano dei servizi ecosistemici generati nel Qinghai tendono ad essere molto più ricche in termini economici convenzionali (quindi PIL pro capite). Attraverso meccanismi di eco-compensazione, come i fondi idrici in cui gli utenti delle risorse idriche a valle pagano per la protezione dei bacini idrografici a monte, è possibile conservare le risorse dell’ecosistema e, in molti casi come il Qinghai, aiutare anche ad alleviare la povertà e promuovere uno sviluppo economico sostenibile.

Infatti, i risultati del Qinghai mostrano che gli investimenti nelle risorse dell’ecosistema possono generare un alto tasso di rendimento sotto forma di aumento del valore dei servizi ecosistemici.

 

C’è qualche stato che sta applicando il GEP?

Dopo il successo di questo studio, la Cina sta già utilizzando GEP nel processo decisionale in diversi modi e la sostenibilità viene dunque applicata all’economia politica.

L’obiettivo ora è applicare il GEP a livello globale e i ricercatori, in collaborazione con la Commissione statistica delle Nazioni Unite, stanno lavorando alla standardizzazione di questo parametro affinché, in tutto il mondo, vi sia uno strumento di misura in grado di guidare gli investimenti nella conservazione e nel ripristino degli ecosistemi.

 


Recap

 Lo sviluppo globale si misura attraverso il PIL, una metrica che racchiude tutti i beni e servizi acquistati e venduti in un paese durante un periodo specifico. Questa ricchezza però non tiene conto del valore dei servizi ecosistemici e del contributo che la natura fornisce all’economia. Per questo nasce il GEP.

 

 Il GEP si configura come una metrica complementare (quindi non sostitutiva) al PIL, in quanto misura il valore dei servizi ecosistemici non commercializzati esclusi dal calcolo del PIL. Con il GEP la sostenibilità viene applicata all’economia politica.

 

 Lo studio condotto per l’analisi del GEP è risultato un successo tanto che la Cina lo sta già utilizzando nel processo decisionale. Ovviamente ci sono ancora dei limiti relativi al calcolo ed ecco perchè i ricercatori, in collaborazione con la Commissione statistica delle Nazioni Unite, stanno collaborando con l’obiettivo di standardizzare il parametro ed estenderlo su scala globale il prima possibile.

 


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